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Grammatica italiana – Sintassi: Complementi diretti e indiretti
Complemento oggetto


I complementi non sono parti essenziali delle proposizione, ma completano il significato di una proposizione. I complementi rappresentano diverse funzioni a secondo della loro funzione:

es.: Giovanni sorride è una proposizione completa, ma può essere più completa se diciamo, Giovanni mangia con appetito oppure quando ha fame ecc., con appetito e quando ha fame sono complementi.

Riassumendo, i complementi sono quei componenti sintattici che completano ciò che è espresso dai componenti essenziali, soggetto e predicato.

La maggior parte dei complementi dipendono dal verbo (v. esempi precedenti), in questo caso sono complementi verbali

Quando invece un complemento non dipende dal verbo, abbiamo un complemento nominale:

Non ho ancora letto il libro di filosofia.di filosofia è dipendente da un nome, libro.

complementi diretti e indiretti:

Un complemento diretto è sempre verbale, dipende fa un verbo transitivo, e segue il verbo direttamente, cioè senza preposizione (quasi sempre). il complemento oggetto è l'unico complemento diretto.

Non ho ancora letto il libro di filosofia.

Invece il complemento indiretto può essere verbale o nominale, ed è spesso introdotto da una preposizione, inoltre essi hanno diverse funzioni, di termine, di tempo, di luogo, di causa (verbali), di specificazione, materia (nominali).

Ieri ho telefonato alla mamma; sono tornato a casa in ritardo, ecc.

Complemento oggetto:

Come già accennato, segue il predicato direttamente, senza preposizione, e può trovarsi soltanto con un verbo transitivo nella forma attiva. Determina l’oggetto dell’azione espressa dal predicato. Risponde alle domande. Chi? che cosa? dopo il predicato

Abbiamo mangiato spaghetti al ristorante (che cosa abbiamo mangiato)
Ho visto Luisa al ristorante (chi ho visto?)

In molti casi, il complemento oggetto si individua dall’ordine delle parole, cioè segue il predicato.

Un verbo transitivo richiede il complemento oggetto, in quanto l’azione espressa dal predicato transita al complemento oggetto. Per questo un verbo intransitivo non può avere un complemento oggetto (nella frase Luisa parte oggi – non si può fare la domanda chi o che cosa dopo parte).

A volte un verbo intransitivo ammette un oggetto che ha la stessa natura del predicato, si chiama oggetto interno:

visse una vita felice (vivere e vita hanno lo stesso significato).

A volte una intera proposizione ha la funzione del complemento oggetto, in questo caso si definisce complemento oggetto fraseologico.

Hai visto come si divertiva? come si divertiva ha la funzione di complemento oggetto del predicato hai visto.

Pronomi personali del complemento oggetto:

Quando si deve sostituire un nome con un pronome con funzione di complemento oggetto, si usano i seguenti pronomi:

forma tonica

  singolare plurale
prima persona me noi
seconda persona te voi
terza persona lui, lei loro

forma atona

  singolare plurale
prima persona mi ci
seconda persona ti vi
terza persona lo, la li, le

Posizione dei pronomi personali nella proposizione:

il pronome di forma tonica segue il predicato

Alla stazione ho visto lei

Il pronome di forma atona precede il verbo, oppure si assimila al verbo nelle forme indefinite e nell'imperativo:

l'ho vista alla stazione (la ho vista - nei tempi composti il participio passato si concorda con il pronome)

pensavo di vederla alla stazione (il pronome si assimila a vedere)