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Grammatica italiana – Sintassi:

Proposizioni Subordinate - II

(continuazione) - revised 3/29

 Proposizioni comparative: stabiliscono un rapporto di comparazione con la reggente, e si dividono in tre categorie:

a) uguaglianza: così … come, tanto … quanto, ecc.

Luisi è tanto bella quanto lo è Marisa

La pasta asciutta è così nutritiva come lo è il manzo

b) maggioranza: più … di quanto, più … di come, più … di quello

Luisa è più bella di quanto (non ) pensassi.

c) minoranza: meno … di quanto, meno … che, ecc.

questa casa è meno costosa di quanto avessi pensato.

(nota: il modo del verbo nelle proposizioni comparative di maggioranza e minoranza può essere espresso nell’indicativo, congiuntivo o condizionale, e può anche essere espresso in una forma implicita: preferisce correre piuttosto che andare piano)

 Proposizioni concessive: Indicano una soluzione diversa di quelle che ci si aspetta, e sono introdotte dalle congiunzioni benché, sebbene, quantunque, nonostante, malgrado, ecc. e da espressioni, pur seguito dal gerundio, per, nemmeno a, neanche a, al costo di seguito dall’infinito; in queste proposizioni si usa il congiuntivo.

Benché sia stanco continua a camminare.

Sebbene lo avessi avvisato, ci andò lo stesso.

Pur non andando d’accordo restarono amici per molto tempo.

Non si trovava più nemmeno a pagare un prezzo esagerato.

 Proposizioni interrogative indirette: esprimono una domanda o un dubbio, e siìono introdotte da che, se, chi, che cosa, dove, perché, ecc. e possono espresse nell’indicativo, congiuntivo o condizionale.

Dimmi quanto sei andato in vacanza.

Mi chiedo se hanno finito di pagare le rate dell’auto.

Non so se è andato al ricevimento.

Mi domandavo che cosa aveva fatto – avesse fatto – avrebbe fatto.

Non so che cosa fare (proposizione implicita)

 Proposizioni relative: sono introdotte da un pronome relativo, il quale ha anche la funzione di congiunzione, che, cui, il quale, dove, e questo pronome sostituisce un nome o pronome presente nella reggente, definito antecedente.

La proposizione relativa perciò determina e completa il significato dell’antecedente. Si usa che quando il pronome ha la funzione di soggetto o complemento oggetto; si usa cui, preceduto da una preposizione, quando il pronome relativo ha la funzione il complemento indiretto, se manca la preposizione si tratta di un complemento di termine e si sottintende a; (il) quale si usa quando che e  cui possono creare confusione, si usa chi quando l'antecedente è un ente indefinito.

Luisella, che è andata recentemente in Italia, è una brava ragazza - antecedente Luisella, che soggetto di è andata.

Ho finito la lezione che dovevo studiare -  antecedente io, che oggetto di dovevo.

Ti restituisco il libro che mi avevi prestato,  - antecedente il libro, che complemento oggetto di avevi prestato.

Questo è il film di cui ti parlavo - antecedente, il film, di cui complemento di specificazione del nome film.

Non so chi è andato in città - l'antecedente chi non è definito

Proposizioni modali: indicano il modo in cui si svolge un’azione, possono essere della realtà (con il verbo all’indicativo) o della irrealtà (con il verbo al congiuntivo), e sono introdotte da come, secondo che, nel modo che, come se, ecc.

Comportati come ritieni opportuno.

Comportati come se non sapessi niente.

Andò via correndo (proposizione implicita).