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Grammatica italiana – Sintassi: Proposizioni Subordinate - I Le proposizioni subordinate, dipendono da un’altra proposizione per avere un significato compiuto, la quale si identifica come reggente. Alcune proposizioni subordinate sono espresse nell’indicativo, altre nel congiuntivo, e possono essere implicite (predicato espresso in un verbo finito – indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo) o implicite (predicato espresso in un forma verbale – infinito, participio, gerundio). Le più comuni sono: Proposizioni oggettive: quando la loro funzione è quella di complemento oggetto della reggente. Proposizioni soggettive: quando la loro funzione è quella di soggetto della reggente. Proposizioni dichiarative, introducono una dichiarazione, introdotte da che, come, ecc. afferma che non ha visto niente Proposizioni causali, indicano una causa, una ragione, un motivo, per cui avviene un’azione, possono essere introdotte da perché, visto che. Si prese un raffreddore per essere stato fuori nella pioggia (proposizione implicita) Proposizioni finali, indicano il fine per il quale il fatto tende a realizzarsi, affinché, perché, acciocché. Proposizioni consecutive, indicano la conseguenza di quello che è stato detto nella reggente, così… che, a tal punto, talmente che, ecc. Proposizioni temporali, indicano una relazione di tempo tra la reggente e la subordinata, quando, prima, dopo, finché, ogni volta. (Nota: il valore temporale può essere di contemporaneità, posteriorità, e anteriorità, già discusso in classe) Proposizioni condizionali (periodo ipotetico), Il periodo ipotetico è formato da due proposizioni in stretta correlazione tra loro (anche nell’uso dei modi e dei tempi verbali). Una proposizione esprime la condizione necessaria – protasi – che è la subordinata, per la realizzazione della seconda – apodosi – che è la reggente. Modi e tempi nelle frasi del periodo ipotetico: Nota: La settimana prossima studieremo altre proposizioni subordinate |