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Italian 312 -- Spring 2005 |
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Assignment No.6 Leggere attentamente il seguente brano, che discuteremo mercoledì in classe: Il mistero dell’interruttore In tutti gli alberghi dove andiamo io e il mio compagno di viaggio, la cameriera apre la porta e ci fa entrare in un bellissima camera. Chiude le finestre, e poi: “Questo è il lavabo, questi è il bagno, il camerino è di qua…”, dice dopo essersi assicurata che non manca niente, ci augura la buona notte e se ne va. Restiamo nella bellissima camera dalle pareti tappezzate di stoffa, dal soffitto decorato, dai tappeti alti due dita. Apriamo pian piano la porta e guardiamo nel corridoio semibuio. Tutto è silenzio nel grande albergo. Gli ospiti dormono, oramai, e si vedono le paia di scarpe allineate fuori delle porte. Un enorme lampadario centrale illumina sfarzosamente la grande camera da letto. Ci spogliamo e ci infiliamo nel letto, finalmente. Stanchi e assonnati, abbiamo tanto bisogno di riposo. E allora comincia il dramma. “Spegni la luce,” dice Giovannino. Allungo il braccio e afferro l’interruttore a pera che pende dalla spalliera del letto. Premo un bottone e si sente lontano un trillo di campanello. “Non hai spento la luce,” dice Giovannino. “Mi sembra di averla spenta, e invece la luce è ancora accesa.” “Sei già addormentato,” dice Giovannino e allunga un braccio, afferra l’interruttore a pera e si sente un lontano suono di campanello. “Abbiamo suonato il campanello,” dico. “È chiaro che abbiamo suonato il campanello invece di spegnere la luce. Infatti la luce è ancora accesa.” Si sente bussare alla porta e una voce addormentata ci domanda se abbiamo bisogno di qualche cosa. “Ci siamo sbagliati,” poi ci mettiamo a sedere sul letto e guardiamo gli interruttori a pera. “Qual è l’interruttore che abbiamo schiacciato prima?” domando. “Non lo so,” dice Giovannino, “non ho guardato e sono tutti e due uguali solamente che uno è giallo e l’altro blu.” “Quello del campanello dev’essere questo col filo sottile,” dico. “Non vuol dire niente il filo sottile,” dice Giovannino, “ho visto campanelli col filo grosso un dito. Dobbiamo provare?” “E se poi facciamo correre ancora la cameriera?” “Questo è vero,” dice Giovannino. “Allora è meglio alzarsi e spegnere la luce con l’interruttore vicino alla porta.” Mi alzo. Vicino alla porta vi sono due interruttori a pulsante. Premo quello più alto e si sente un lontano suono di campanello. “Accidenti,” dice Giovannino, “prova l’altro.” Premo l’interruttore più basso e si accendono altre lampade supplementari nel grande lampadario centrale, torno a premere e le lampade supplementari si spengono, poi li riaccendo e dico alla cameriera accorsa alla porta, che ci siamo sbagliati, di scusarci tanto. Spengo ancora le lampade supplementari. Adesso anche Giovannino scende dal letto e viene ad aiutarmi ad esplorare le pareti della camera. Giovannino trova un interruttore vicino alla finestra e lo gira, ma si accendono le quattro luci azzurre sopra la spalletta del letto e sui comodini. Giovannino manovra l’interruttore una decina di volte accendendo e spegnendo continuamente. “Sembra che stiamo facendo segnalazioni luminose,” dico, “sarà meglio smettere.” Abbandoniamo l’interruttore delle luci azzurre, ma continuiamo le ricerche spostandoci fino al corridoio, Contro lo stipite della porta della nostra camera, c’è un interruttore. “Forse ci siamo,” dico. Lo faccio scattare e in fondo al corridoio proprio dove questo volta, si accende una lampada fortissima. La spegniamo subito poi torniamo nella camera e ci orientiamo dalla parte del bagno. Schiacciamo un paio di bottoni e facciamo correre l’acqua del water e quella della doccia. “Riproviamo uno dei due interruttori sopra il letto,” dice Giovannino, “vuol dire che se si spegne la luce siamo a posto, se invece suona il campanello domandiamo alla cameriera dove si trova questo maledetto interruttore.” Infatti facciamo così. Si sente un trillo lontano, poi una donna che urla. Ci guardiamo in faccia. “Questa volta non viene,” dico, “ma ormai se quello che hai schiacciato ora è il campanello, l’altro sarà l’interruttore della luce.” “È vero,” dice Giovannino, “schiaccia l’altro pulsante.” Schiaccio l’altro pulsante e si accendono le quattro luci azzurre e tutte le lampade supplementari del lampadario centrale. Ci stendiamo di nuovo sotto le coperte perché abbiamo capito che non c’è niente da fare: cerchiamo di addormentarci con la luce accesa. Siamo stanchi! Mi addormento e un gran colpo mi sveglia circa un’ora dopo. È buio nella camera e sento Giovannino che manda un profondo sospiro e si volta nel letto. “Domattina sta attento se cammini a piedi nudi, ci sono pezzetti di vetro sul pavimento.” “Che cosa è successo?” “La mia scarpa dev’essere nell’angolo in fondo a destra,” dice Giovannino, poi comincia subito a russare.
Argomento per la discussione: Leggere attentamente il brano, ed osservare in che modo il contenuto e lo stile del racconto vengono usati per creare l'effetto comico. Send the first draft of your assignments to Michelina at michelina@italianstudies.org by Monday 7 March Send the revised drafts to itl312@italianstudies.org |