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L’uso corretto delle congiunzioni è essenziale per collegare in modo corretto diversi elementi (due parole, aggettivi, ecc. o due proposizioni (clauses), oppure collegare diverse frasi, in modo logico. Questo collegamento può avere due funzioni, possono mettere insieme due proposizioni che hanno la stessa funzione (coordinazione), oppure mettere insieme due proposizioni in cui una dipende da un’altra (subordinazione). Le congiunzioni coordinative si usano per connettere due elementi che non sono indipendenti tra loro. Esse si categorizzano in: Copulative: (accoppiare, unire) è il più semplice collegamento perché collega due proposizioni dello stesso valore: la più comune è la congiunzione e, altre sono: anche, pure, eppure, né, ecc.
Disgiuntive: esprimono una separazione tra proposizioni – o, oppure, ovvero, ecc. Vuoi un caffé o un cappuccino? Avversative: esprimono una contrapposizione – ma, però, tuttavia, piuttosto, ecc. Mariella è andata al cinema, ma è il film era scadente. Dichiarative o esplicative: esprimono una dichiarazione o una spiegazione – cioè, infatti, ecc. Mariella è un’amica, infatti mi aiuta sempre. Conclusive: segnalano una conclusione o una conseguenza – dunque, quindi, ebbene, perciò, ecc. ho studiato molto, quindi ho preso un buon voto. Correlative: stabiliscono una relazione o corrispondenza tra due proposizioni – e…e, sia…che, né…né, o…o, non solo…ma anche posso prendere sia un caffé che un cappuccino. Le congiunzioni subordinative, invece, collegano due proposizioni, una delle quali è subordinata all’altra, cioè dipende dall’altra, la quale si identifica come reggente. Le più comuni sono: dichiarative, introducono una dichiarazione, che, come, ecc. afferma che non ha visto niente condizionali, indicano una condizione, senza la quale il fatto espresse nella principale non può avverarsi, se, purché, qualora, a condizione che, nel caso se, ecc.
Causali, indicano una causa, una ragione, un motivo, perché, visto che.
Finali, indicano il fine per il quale il fatto tende a realizzarsi, affinché, perché, acciocché.
Concessive, indicano una concessione, negando nello stesso tempo la conseguenza, benché, seppure, sebbene, malgrado, ecc.
Consecutive, indicano la conseguenza di quello che è stato detto nella principale, così… che, a tal punto, talmente che, ecc.
Temporali, indicano una circostanza di tempo, quando, prima, dopo, finché, ogni volta.
Comparative, stabiliscono tre tipi di comparazioni, maggioranza, più…di, più che; minoranza, meno…di, meno…che; uguaglianza, tanto…quanto, così…come.
Modali, indicano una circostanza di modo, come, come se, quasi.
Avversative, introducono una contrapposizione, quando, mentre, ecc. Lo ha fatto in fretta, mentre doveva farlo lentamente. Esclusive, esprimono un’eccezione, un’esclusione, una limitazione a quello che si afferma nella principale, tranne che, fuorché, eccetto che, salve che, senza che, ecc.
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